DALLA TERRA
ALLA TAVOLA



I COLORI E I BENEFICI DELLA FRUTTA

  • GIALLO ARANCIO
  • VERDE
  • ROSSO
  • BLU VIOLA
  • BIANCO
  • arancio giallo pesca

    Questa colorazione, presente in albicocca, kaki, pesca e nettarina, è dovuta alle elevate quantità di beta-carotene, una sostanza appartenente alla famiglia dei carotenoidi, che il nostro organismo converte in vitamina A.

  • verde kiwi

    Ci sono due sostanze nutrienti che accomunano tutti gli ortaggi verdi e la frutta: il magnesio e l’acido folico. Il magnesio è parte della molecola della clorofilla e nell’uomo contribuisce al normale metabolismo energetico e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, al normale funzionamento del sistema nervoso e di quello muscolare. L’acido folico o folato, invece, oltre a essere utile durante i primi mesi della gravidanza, contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e alla normale funzione del sistema immunitario.

  • il rosso

    La frutta e le verdure di colore rosso hanno un alto contenuto di due fitocomposti con azione antiossidante: il licopene e le antocianine. Fragole, anguria e ciliegie, ma anche pomodori e peperoni, a patto di mangiarli crudi, per esempio in insalata, forniscono inoltre un nutriente importantissimo in grande quantità: la vitamina C che, se assunta giornalmente in almeno 200 mg (il fabbisogno medio europeo è di 90 mg al giorno per gli uomini e 80 mg per le donne), contribuisce al mantenimento della normale funzione del sistema immunitario durante e dopo uno sforzo fisico intenso, alla normale formazione del collagene e alla normale funzione delle ossa, di cartilagini, gengive, pelle e denti. La vitamina C favorisce anche l’assorbimento del ferro presente negli altri alimenti.

  • blu viola

    Le verdure blu-viola, e in particolare i frutti di bosco, sono ricchi di vitamina C che, se assunta giornalmente, contribuisce al regolare funzionamento del sistema immunitario.

  • mela bianco

    Presente nelle pere e nelle mele. Tra i composti ad azione protettiva di questo gruppo ci sono due nutrienti particolarmente interessanti: il potassio e la fibra.

  • Albicocche
  • Pesche e nettarine
  • Fragola
  • Kiwi
  • Pera
  • Susina
  • cachi
  • Albicocche

    Albicocche

    L’albicocco (Prunus Armeniaca) è una pianta originaria della Cina nordorientale al confine con la Russia. La sua presenza data più di 5000 anni di storia. Da lì si estese lentamente verso ovest attraverso l’Asia centrale sino ad arrivare in Armenia (da cui prese il nome) dove, si dice, venne scoperta da Alessandro Magno. I Romani la introdussero in Italia e in Grecia nel 70-60 a.C., ma la sua diffusione nel bacino del Mediterraneo fu consolidata successivamente dagli arabi, infatti Albicocco deriva dalla parola araba al-barqūq. L’albicocca crescerebbe in natura selvatica in Cina da ben 4.000 anni. Oggi è diffuso in oltre 60 paesi e viene coltivato in climi caldi o temperati e relativamente asciutti. Le nostre aziende produttrici si trovano prevalentemente nel cesenate. Coltivano varietà di pregio, destinate ad un mercato che richiede un prodotto di alta qualità.

  • Pesche e nettarine

    Pesche e nettarine

    Il pesco (Prunus Persica) è un albero originario della Cina, dove fu considerato simbolo d’immortalità, e i cui fiori sono stati celebrati da poeti, pittori e cantanti. Dall’oriente il pesco giunse in Persia da dove giunse in Europa; dalla Persia deriva quindi il nome della specie, con significato di “della Persia” (ripreso ancor oggi in molti dialetti italiani come ad esempio nel romanesco “Persica”, o del genovese “Persiga”). In Egitto, la pesca era sacra ad Arpocrate, dio del silenzio e dell’infanzia, tanto che ancora oggi le guance dei bambini vengono paragonate alle pesche, per la loro morbidezza e carnosità. Il frutto arrivò a Roma nel I secolo d.C. e grazie ad Alessandro Magno si diffuse in tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Pare infatti, secondo lo scrittore romano Rutilio Tauro Emiliano Palladio, che esso ne fosse rimasto affascinato quando lo vide per la prima volta nei giardini di re Dario III, durante la spedizione contro la Persia. Le nostre aziende sono concentrate in Romagna che è la zona vocata per eccellenza del pesco.

  • Fragola

    Fragole


    Originaria delle Alpi, dove cresceva allo stato selvatico, la fragola (Fragaria Vesca) veniva chiamata fragrans dai Romani, in omaggio al suo intenso profumo. Sulle tavole dell’antica Roma questo frutto compariva regolarmente in coincidenza con le feste in onore di Adone, alla morte del quale, come narra la leggenda, Venere pianse copiose lacrime, che, giunte sulla terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragole.

    Fino al XVII secolo, in Europa venivano coltivate piante di specie selvatiche autoctone (Fragaria Vesca, F. Viridis, F. Moschata) e altre introdotte dall’America del Nord (F. Virginiano). Il contributo più importante alla coltivazione di questa specie lo fornì un ufficiale francese, che importò dal Cile le piante madri utilizzate come base per la costituzione dell’ibrido Fragaria x ananassa, a cui appartengono tutte le cultivar attualmente diffuse. La zona di Cesena è la zona tipica della fragola dove si coltivano le migliori fragole che si raccolgono durante il mese di maggio.

  • Kiwi

    Kiwi

    La pianta è originaria della Cina meridionale, dove si coltiva da circa 700 anni. Il suo frutto era considerato una prelibatezza dagli imperatori cinesi e il suo uso era anche ornamentale.

    All’inizio dell’Ottocento, arrivò in Inghilterra e, nel Novecento, si diffuse attraverso coltivazioni intensive in Nuova Zelanda, dove ha trovato un ambiente abbastanza favorevole. Per questo, Il suo nome deriva, appunto, dall’uccello simbolo della Nuova Zelanda.

    Alla fine del Novecento, si diffuse anche in Europa e soprattutto in Italia, ben presto divenuta il primo produttore al mondo di questo frutto. Commercio Frutta ha come prodotto di punta il kiwi. Le aree produttive coprono diversi areali dell’Italia. I nostri soci produttori sono in Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Calabria.

  • Pera

    Pere

    La coltivazione del pero (Pyrus Communis L.) affonda nell’antichità, con reperti provenienti da Asia ed Europa di età superiore a 4000 anni. Il poeta Omero ricorda le piantagioni di Alcinoo e Laerte, mentre la mitologia greca attribuisce alla pera il significato di frutto sano e gustoso, prediletto da divinità ed eroi. Dalla Magna Grecia la coltivazione del pero giunse a Roma, dove ebbe ampia diffusione e grandi estimatori: Catone e Plinio perfezionarono le tecniche di coltivazione, mentre Pompeo e Nerone ne furono entuisiasti consumatori. Dopo il declino medioevale, questa coltura si diffuse in Messico e California ad opera dei missionari spagnoli, ed in Europa, in particolare in Belgio e Francia, a partire dal 1700. Se in epoca romana venivano menzionate una quarantina di varietà, oggi se ne conoscono oltre 5000, anche se in minima parte oggetto di coltivazione da reddito. Le nostre aziende si trovano nel ravennate.

  • Susina

    Susine

    Originaria dell’Eurasia e del Nord America, la susina (Prunus Domestica) fu introdotta in Europa circa 2.000 anni fa. Le prime testimonianze della sua presenza in Italia risalgono al I secolo dopo Cristo, quando Plinio il Vecchio la citò nella sua “Naturalis Historia”. In provincia di Ravenna le nostre aziende.

  • cachi

    Kaki

    Diospyros kaki è una delle più antiche piante da frutta coltivate dall’uomo, conosciuta per il suo uso in Cina da più di 2000 anni. La sua prima descrizione botanica pubblicata risale al 1780. È originario della zona centro-meridionale della Cina. Detto mela d’Oriente, fu definito dai cinesi l’albero delle sette virtù: vive a lungo, dà grande ombra, dà agli uccelli la possibilità di nidificare fra i suoi rami, non è attaccato da parassiti, le sue foglie giallo-rosse in autunno sono decorative fino ai geli, il legno dà un bel fuoco, la caduta dell’abbondante fogliame fornisce ricche sostanze concimanti. Intorno alla metà dell’Ottocento fu diffuso in America e Europa. I primi impianti specializzati in Italia sorsero nel Salernitano, in particolare nell’Agro Nocerino, a partire dal 1916, estendendosi poi in Emilia. Commercio frutta produce kaki in romagna ed in particolare nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna

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